Volontari AIRC Umbria: una giornata di emozioni, ricerca e condivisione al Barton Park

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Volontari AIRC Umbria: una giornata di emozioni, ricerca e condivisione al Barton Park

Sabato 20 giugno il Barton Park di Perugia ha ospitato “Incontro con la Ricerca”, la giornata dedicata ai volontari AIRC dell’Umbria. Un’occasione preziosa per ritrovarsi, ascoltare testimonianze significative, conoscere più da vicino il lavoro della ricerca oncologica e vivere insieme momenti di confronto, divertimento e comunità.

Ad aprire l’incontro sono stati Laura Radi, Presidente del Comitato AIRC Umbria, e Giulia Arceri, Coordinatrice regionale, che hanno accolto i volontari ringraziandoli per il loro costante impegno al fianco della Fondazione.

Nel suo intervento, Laura Radi ha voluto sottolineare il valore insostituibile della rete dei volontari: «Vi ringrazio perché scendete in piazza con qualsiasi clima, con il sole, il freddo o la pioggia. Grazie per il vostro impegno costante al fianco della ricerca. Siamo tutti uniti da un’unica missione: affrontare il cancro insieme.»

Un messaggio che ha trovato piena sintonia tra i presenti, consapevoli di essere parte di una comunità che ogni giorno contribuisce concretamente a sostenere il lavoro dei ricercatori.

Tra i momenti più intensi della mattinata, la testimonianza di Marco Cecchini, per tutti “Ciccio”, Testimone della Ricerca AIRC. Con grande autenticità, ha condiviso il proprio percorso personale, alternando riflessioni profonde a momenti di leggerezza e ironia.

«Io sono sempre stato una persona a cui piace stare al centro dell’attenzione e, in un certo senso, quasi rivendicavo la mia malattia. Quando vedevo le persone preoccuparsi per me o mia mamma disperarsi, reagivo con ironia. Facevo anche black humor. Può sembrare una reazione strana, ma quell’atteggiamento mi ha aiutato ad affrontare la malattia senza perdermi d’animo. Ho sempre chiamato il mio linfoma di Hodgkin al quarto stadio un “tumoretto”. Non perché lo fosse davvero, ma perché non volevo permettergli di definirmi. E mi sono sentito fortunato: fortunato perché la ricerca era arrivata fino a lì, al punto da offrirmi cure capaci di guarirmi. Oggi sono qui proprio grazie ai risultati raggiunti dalla ricerca.»

Le sue parole hanno alternato sorrisi e commozione, offrendo ai presenti uno sguardo originale e profondamente umano sulla malattia. Non sono mancati gli occhi lucidi tra il pubblico, ma anche tante risate, grazie alla sua capacità di raccontare un’esperienza difficile con forza, speranza e una sorprendente leggerezza. Un racconto che ha ricordato a tutti quanto la ricerca possa trasformarsi concretamente in opportunità di cura e nuove possibilità di vita.

A portare la voce della ricerca è stato poi il Professor Sportoletti, che ha raccontato ai volontari i progressi della ricerca oncologica e l’importanza del sostegno di AIRC nel trasformare il lavoro dei laboratori in nuove opportunità per i pazienti.

La giornata è proseguita all’insegna del coinvolgimento dei volontari con un’attività di gamification dove una sfida a squadre ha permesso ai partecipanti di mettersi in gioco attraverso prove, riflessioni e attività pensate per rafforzare lo spirito di collaborazione e riflettere sulle attività di piazza. Tra entusiasmo, confronto e divertimento, i volontari hanno lavorato insieme per raggiungere un obiettivo comune, dimostrando ancora una volta la forza della comunità AIRC. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato il gruppo “Insieme”, che ha conquistato il Microscopio AIRC, come simbolo dell’impegno e della vicinanza alla ricerca.

L’entusiasmo dei partecipanti è stato ben rappresentato dalle parole di una volontaria al termine dell’incontro: «È stata una bellissima giornata. Abbiamo avuto l’occasione di confrontarci su temi importanti, conoscere più da vicino il valore della ricerca, emozionarci ascoltando testimonianze autentiche e divertirci insieme. Torniamo a casa con ancora più motivazione e con la consapevolezza di far parte di una grande comunità.»

Dopo una mattinata intensa e ricca di emozioni, la giornata si è conclusa con un pranzo conviviale che ha permesso ai volontari di continuare a condividere esperienze, idee e sorrisi in un clima di grande familiarità. Un momento semplice ma prezioso, che ha rafforzato ancora di più i legami tra persone accomunate dalla stessa passione e dallo stesso impegno.

Quella del 20 giugno non è stata soltanto una giornata di incontro, ma un’esperienza capace di unire ricerca, testimonianza, partecipazione e comunità. Tra momenti di commozione, risate condivise e nuove connessioni, i volontari umbri hanno avuto l’opportunità di riscoprire il valore del loro contributo e la forza di una missione comune. Perché dietro ogni progresso della ricerca ci sono persone che scelgono di esserci, ogni giorno, al fianco di chi affronta il cancro. E al Barton Park, questa consapevolezza è stata più viva che mai.

Un grazie speciale a Giulia Arceri per l’organizzazione della giornata.

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